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venerdì 15 marzo 2013

Gestión de residuos sólidos




La gestión de 30 mil kilogramos de residuos sólidos en los Distritos Seis y Siete de Managua es una de las acciones del proyecto medioambiental que implementarán Compañía Cervecera de Nicaragua y la Asociación de Técnicos para la Solidaridad y la Cooperación Internacional (RE.TE.) en este año. El proyecto, con una inversión superior a los 50 mil dólares, forma parte de un esfuerzo que en conjunto con otras organizaciones CCN está realizando en pro del medioambiente, la educación, la salud y el turismo.

fonte: http://www.laprensa.com.ni/2013/03/14/empresariales/138047-gestion-residuos-solidos

mercoledì 26 maggio 2010

serata SALVIAMO LA FORESTA



Siete tutti/e invitati a partecipare alla serata “Salviamo la Foresta”, organizzata all’interno di “Piemonte Chiama Mondo 2010”. Appuntamento Lunedì 31 Maggio presso il Caffè Basaglia, via Mantova 34 s Torino, a partire dalle ore 18.


Le tematiche ambientali e la distruzione portata avanti dalle attività umane nei confronti dell’ambiente sono oggi sempre più attuali. La notevole distanza che ci separa dalle zone tropicale non diminuisce l’importanza che le loro risorse naturali hanno anche per noi. Le conseguenze del taglio indiscriminato di foreste che sta avvenendo in America Latina, Centro America ed in tutto il Sud del Mondo si ripercuotono ovunque sul Pianeta e i loro effetti negativi, saranno sempre una delle maggiori cause che modificheranno le nostre vite.
Gli effetti del cambio climatico che potranno sconvolgere interi ecosistemi e popolazioni dipendono anche dalla noncuranza e dall’indifferenza di tutti noi nei confronti della distruzione ambientale che sta avvenendo nella maggior parte dei paesi poveri delle aree tropicali. La cecità del modello economico dominante che si concentra esclusivamente sulla crescita del PIL e del profitto, fa si che le risorse naturali non vengano considerate per il loro valore reale, per la loro importanza nei confronti di migliaia di persone che da secoli le hanno utilizzate in modo sostenibile. Le foreste sono considerate solamente come ostacolo all’industria agroalimentare, all’urbanizzazione e come materia prima da sfruttare indiscriminatamente per ottenerne profitto.



Apertura ore 18 con l’esposizione della mostra “Parchi del Nord, Parchi del Sud”, a cura della Regione Piemonte Servizio Parchi, Ente Parchi Astigiani, RE.TE.ONG, e con la consumazione di un aperitivo per sostenere la Campagna “Compriamo la Foresta”.



Inizio dibattito ore 19, con
• Vanda Bonardo(Presidente Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta)

• Giangiacomo Bravo (Professore e Sociologo dell’Università di Torino, esperto di sostenibilità ambientale e di gestione delle risorse collettive)

Parteciperanno inoltre volontari di RE.TE, che illustreranno le attività a salvaguardia delle foresta primaria in Nicaragua, presentando la campagna “Compriamo la Foresta!”, per l’acquisto di parte della foresta primaria nell’Arcipelago di Solentiname (Nicaragua) e per l’appoggio alle popolazioni locali. La serata sarà l’occasione per un confronto ed un approfondimento sul tema della sostenibilità ambientale e la tutela delle risorse naturali.



Successivamente alla conversazione verrà proposta la proiezione del film “Home” (FRA, 1h e 33 min) di Yann Arthus-Bertrand e co-prodotto da Elzévir Films e EuropaCorp, compagnia di Luc Besson.
Il film è stato presentato a Giugno 2009 in occasione della giornata mondiale dell’ambiente. E’ composto da fotografie aeree riprese dai 5 continenti; i cambiamenti e gli impatti delle attività umane sul pianeta vengono raccontate da una voce fuori campo. Il film riesce ad incorniciare la bellezza della nostra casa, “Home” appunto, raccontando i pericoli a cui va incontro ogni giorno, in seguito alla sua distruzione derivante dalle attività umane perpetrate nel tempo. Il progetto è un ottimo lavoro di grande impatto da cui estrapolare spazi di riflessione su fragilità ambientale,sostenibilità e rapporto uomo-natura. E’ utile per aumentare il livello di consapevolezza sui pericoli a cui va incontro il pianeta Terra, la nostra unica casa.


"PIEMONTE chiama MONDO 2010 - Un intero mese dedicato alla cooperazione internazionale e all'educazione per una cittadinanza mondiale" è organizzato per il quarto anno consecutivo dalle Ong che aderiscono al Consorzio delle Ong piemontesi. Sul sito www.ongpiemonte.it è disponibile il programma con il dettaglio degli oltre 50 eventi nelle diverse località piemontesi.

venerdì 11 dicembre 2009

PROGRAMMA EMERGENZA

NICARAGUA, al via il nuovo programma di emergenza della Dgcs
IL VELINO COOPERAZIONE
9 DICEMBRE 2009
Roma - La direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina ha approvato il finanziamento per la realizzazione del nuovo Programma di emergenza “Riduzione della vulnerabilità nelle comunità frequentemente colpite da disastri naturali in Nicaragua”, mediante la costituzione di un fondo in loco presso l’ambasciata d’Italia a Managua di 900 mila euro. Obiettivo dell’iniziativa è migliorare la qualità e l’accesso ai servizi di base nei settori della sicurezza alimentare, vigilanza epidemiologica e assistenza sanitaria, acqua e igiene ambientale, casa e habitat delle comunità a rischio in aree tradizionalmente colpite da disastri naturali. Inoltre, ci si propone di contribuire all’incremento delle capacità di risposta delle stesse comunità, così come alla ricostituzione dei mezzi di sussistenza dei beneficiari. Tale obiettivo si inquadra nelle finalità generali dell’azione italiana che sono il soddisfacimento dei bisogni primari e in primo luogo la salvaguardia della vita umana, l'autosufficienza alimentare, la valorizzazione delle risorse umane, la conservazione del patrimonio ambientale, la crescita economica, sociale e culturale, il miglioramento della condizione femminile e dell'infanzia e la promozione della donna. Le azioni nel territorio riguarderanno agricoltura e sicurezza alimentare, salute, acqua e igiene ambientale; istruzione; riduzione del rischio di catastrofi naturali; tutela dei gruppi vulnerabili; sostegno ad attività generatrici di reddito; sviluppo delle risorse umane e promozione della condizione femminile. Il programma si colloca in un ambito caratterizzato da comunità che vivono in uno stato di emergenza cronica e di alta vulnerabilità verso la frequenza di eventi atmosferici avversi, i quali incidono in modo più dirompente in quelle aree caratterizzate da alti livelli di povertà, provocando perdite di vite umane, distruggendo infrastrutture, danneggiando sostanzialmente l’economia familiare, raccolti, servizi e frenando lo sviluppo sostenibile. La ricorrenza di tali eventi, che caratterizza annualmente la stagione delle piogge, crea un circolo vizioso in cui Vulnerabilità - Distruzione - Accumulazione del rischio - Povertà si alimentano a vicenda, producendo in vaste zone del Paese una progressiva situazione di degrado socio-economico del territorio con ulteriori e rilevanti implicazioni sull’ ambiente. Attraverso il Programma ci si propone di ridurre lo stato di emergenza delle famiglie in ambito rurale e urbano in Nicaragua puntando al miglioramento della qualità ed accesso a servizi di base, in primis autosufficienza alimentare, disponibilità di acqua, servizio di vigilanza epidemiologica, riabilitazione o costruzione di alloggi, riabilitazione di scuole, centri di salute, saloni comunitari. Inoltre saranno sostenute azioni tendenti al rafforzamento delle strutture municipali e comunitarie nell’ottica di un miglioramento delle capacità di risposta, così come la riabilitazione di albergues o scuole sostitutive che consentano il mantenimento delle attività educative in periodi di emergenza, unite a piccole opere di mitigazione a livello locale, allo stabilimento di Sat (Sistemi di allerta precoce), sistemi di evacuazione, azioni a tutela dell’ambiente su scala locale o territoriale (municipio). È rilevante quindi, nel settore dell’istruzione, integrare attività che, oltre a garantire migliori strutture, accesso e qualità di erogazione del servizio, mantengano un’attenzione specifica a componenti educative in condizioni di emergenza, con l’obiettivo di garantire la continuità del servizio scolare, soprattutto a livello primario, in situazioni di difficoltà. Tali attività saranno inquadrate in un ambito di collaborazione con Sinapred (Sistema nacional de proteccion civil), Ineter (Istituto nicaraguense di studi territoriali), Comitati municipali e locali. Infine, si prevede la creazione di opportunità di impiego e generatrici di reddito a livello familiare (orti domestici, imprese familiari di conservazione o trasformazione alimentare) o di quartiere (micro imprese, cooperative), più orientate verso la riabilitazione e realizzate in collaborazione con entità locali, nazionali e internazionali. L’identificazione dei settori e delle aree di intervento, tiene conto delle indicazioni fornite dalle istituzioni nicaraguensi e dalle organizzazioni nazionali ed internazionali presenti sul territorio che hanno predisposto liste di aree prioritarie sulla base di indicatori di vulnerabilità che includono la ricorrenza degli eventi climatici avversi, la denutrizione/malnutrizione e la povertà estrema. Il quadro che emerge, evidenzia una forte coincidenza tra distretti colpiti da fenomeni climatici e distretti con alta concentrazione di povertà estrema. Oltre alla Regione di Rivas, nel sud del Paese, tutte le restanti regioni sono suscettibili di considerazione, a cui si aggiungono le aree marginali urbane di Managua e Chinandega. Allo scopo di rispondere a tali bisogni, il programma si svilupperà nei seguenti settori di intervento e attività: Agricoltura e Sicurezza alimentare - Le attività previste si concentreranno soprattutto su distribuzione alimentare e controllo nutrizionale per gruppi vulnerabili. Salute, Acqua ed Igiene ambientale: riabilitazione pozzi e latrine; azioni di copertura sanitaria e di vigilanza epidemiologica, e distribuzione medicinali, con l’ausilio di brigate di salute volontarie. Tutela dei gruppi vulnerabili: ripristino di condizioni abitative sicure ed adeguate (autocostruzione); riabilitazione di albergues, saloni comunitari, scuole, e riduzione del rischio di catastrofi naturali. Le attività riguarderanno invece soprattutto l’istituzione e/o consolidamento di Sat (sistemi di allerta precoce) e di piani di evacuazione a livello comunitario; costituzione di comitati comunitari di emergenza. Il sostegno ad attività generatrici di reddito, sviluppo delle risorse umane e promozione della condizione femminile si lavorerà principalmente per attività di miglioramento della produzione agricola familiare (orti familiari, protezione sementi, tecniche di produzione e conservazione); attività comunitarie di riabilitazione (muri di contenimento, misure anti esondazione locali, pulitura corsi d’acqua, ripristino sentieri rurali) e per il sostegno ad attività di generazione di impiego e reddito, anche cooperativo, nei settori dell’artigianato, turismo locale, servizi stagionali per imprese, con particolare riferimento alle donne. Le azioni mireranno ad attivare il massimo coinvolgimento delle autorità locali come delle famiglie beneficiarie potenziando il ruolo della donna in particolare e l’incremento della piccola produzione agricola ricorrendo, dove possibile, ad organizzazioni e associazioni già operanti nelle aree di intervento ed in possesso di una profonda conoscenza delle problematiche locali e di un reale radicamento nel territorio. Si suggerisce fortemente di promuovere ed attivare sinergie con eventuali altre organizzazioni che realizzano azioni simili e che hanno una vasta esperienza e una radicata presenza in loco. Tra le opportunità di collaborazione che si potrebbero individuare, rientrano le seguenti: sinergia con programmi di assistenza umanitaria realizzati da altri donatori, come Echo, Aecid (agenzia di Cooperazione spagnola) e sistema Onu: si ritiene che il valore aggiunto risulti dalla concertazione in termini di programmazione e pianificazione degli interventi; collaborazione con programmi sostenuti dal Governo italiano in ambito multilaterale e multi-bilaterale, al fine di una mutua valorizzazione delle attività realizzate e della sinergia tra fattori di riabilitazione, come strutture, corsi di formazione, meccanismi di partecipazione locale, brigate, micro-imprese. Infine, co-finanziamento con attori non tradizionali ed entità di cooperazione decentrata, promuovendo collaborazioni con amministrazioni locali, per esempio nel caso della utilizzazione dei fondi nicaraguensi dedicati alla risposta ad emergenze, e sinergie con altri programmi promossi o eseguiti dalle Ong italiane in loco. Considerando l’estensione territoriale per la realizzazione dell’intervento e la limitata quantità di fondi a disposizione del Programma di emergenza, sarà necessario evitare una eccessiva dispersione degli interventi e favorire invece integrazione e complementarietà tra le diverse iniziative da eseguire. All’interno delle aree identificate saranno privilegiati quei municipi dove opera la Cooperazione italiana, con interventi in gestione diretta, attraverso Ong idonee o Cooperazione decentrata o dove hanno agito ed agiscono agenzie Onu con fondi italiani. (fbu)

venerdì 26 giugno 2009

Duro scontro politico in Nicaragua tra sandinisti e opposizione

In Nicaragua è in atto un duro scontro politico tra governo e opposizione.

Due i fatti: la richiesta della procura di Managua di rinviare a giudizio l'ex candidato liberale alla presidenza, Eduardo Montealegre, che si dichiara un perseguitato politico, e la chiusura di Radio Ley, anti-sandinista, voluta dall'Istituto governativo delle telecomunicazione. Una decisione questa che ha scatenato le proteste di alcune associazioni di giornalisti e della chiesa cattolica. "E' una misura brutale", scrive lo storico giornale La Prensa.
Le forze anti-sandiniste si sono comunque scatenate davanti alla richiesta fatta dalla procura di Managua al parlamento di sospendere l'immunità parlamentare di Montealegre. Insieme ad altre 37 persone, Montealegre, ex ministro delle Finanze, è chiamato a rispondere per l'emissione da parte dello Stato di obbligazioni bancarie per 400 milioni di dollari, titoli messi in circolazione dopo la bancarotta, tra il 2000 e il 2001, di quattro istituti di credito. Montealegre, leader di uno dei gruppi oppositori del parlamento, si dichiara innocente, precisando di essere pronto a rispondere davanti a un tribunale "indipendente", non però in un procedimento giudiziario che è in realtà "uno show politico".
fonte: www.peacereporter.net

giovedì 25 giugno 2009

Nicaragua, la crisi colpisce le donne lavoratrici

Quasi 29mila posti di lavoro sono stati persi nel 2009 in un Paese con meno di sei milioni di persone

Secondo quanto riferisce un rapporto dell'organizzazione Movimento per le donne lavoratrici e disoccupate ‘Maria Elena Cuadra', le donne lavoratrici in Nicaragua sono le più colpite per la crisi economica in Latinoamerica. Tra 2006 e 2009 quasi 29 aziende nella zona sono state chiuse lasciando in casa oltre 25mila persone, l'85 per cento delle quali sono donne.

Donne come Lorena Castillo, che ha 32 anni. E che ha chiesto al suo capo un giorno libero per poter andare dal ginecologo. "Non ti preoccupare, il tuo lavoro ci sarà domani quando torni", le aveva detto il capo. E invece quel giorno è stato l'ultimo di lavoro per Lorena. La mattina successiva al giorno di permesso ha provato a tornare al suo posto di lavoro. Ma le guardie di sicurezza non l'hanno lasciata entrare. Ha aspettato davanti alla porta per ore. "Non ho potuto fare niente per te", le ha spiegato il capo dopo essere uscito alla fine della giornata: "Hanno licenziato anche altre 12 ragazze perché pensavano fossero incinte".
La vicenda di Lorena è avvenuta nel mese di Dicembre 2008. A Marzo la compagnia ha chiuso lasciando senza lavoro circa 900 persone, il 90 per cento delle quali erano donne.
In Nicaragua l'industria tessile genera circa 90mila posti di lavoro diretti e 10mila posti di lavoro indiretti. Le industrie sorgono in aree industriali conosciute come ‘zone franche', centri di produzione che godono di speciali esenzioni fiscali.
Paesi come il Nicaragua hanno l'obiettivo di attrarre investimenti stranieri.
Le società che sono nella zona franca vengono quasi tutte da Asia e Stati Uniti e tendono ad assumere lavoratori in condizioni sfavorevoli. Bassi salari, ore di lavoro estenuanti e violazioni dei diritti previsti dal mercato lavorativo interno. Queste aziende sono i principali generatori di posti di lavoro nel settore privato, ma sono stati anche la prima fonte di denunce di violazioni dei diritti dei lavoratori dal 1991. Negli ultimi cinque anni sono state presentate oltre 100mila denunce.
I sindacati sostengono che le aziende utilizzano la crisi come pretesto per sbarazzarsi di donne incinte e dei lavoratori che soffrono di problemi di salute. Secondo il governo, circa 29mila posti di lavoro sono stati persi nel 2009 e, secondo il Fondo Monetario Internazionale, il numero di disoccupati arriverà ad oltre 52mila alla fine di quest'anno in un Paese con 5,7 milioni di persone. Il portavoce del sindacato di lavoratori sandinista, Roberto Gonzàlez, ha spiegato che queste cifre sono il risultato del calo del consumo nel mercato statunitense. Secondo la Fondazione per lo Sviluppo Economico e Sociale in Nicaragua, tra 33mila e 64mila persone attraverseranno la linea della povertà quest'anno in un Paese dove il 47 per cento della popolazione sopravvive con meno di due dollari per giorno.
www.peacereporter.net

domenica 9 novembre 2008

FEDERPARCHI E NICARAGUA


Parchi per Kyoto è un grande progetto di forestazione realizzato da Federparchi e Kyoto Club, in collaborazione con Legambiente e con il supporto tecnico di AzzeroCO2 e finalizzato al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto.
Attraverso una raccolta fondi e una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione, Parchi per Kyoto si pone l’obiettivo di piantumare nei Parchi regionali, nazionali e internazionali e nelle aree urbane centinaia di migliaia di alberi che possano assorbire l’anidride carbonica e contrastare i cambiamenti climatici.
A seguito dell’accordo politico raggiunto a Bonn nel Giugno 2001 e successivamente a Marrakesh nel Novembre 2001, gli interventi di riforestazione/afforestazione, mirati al sequestro di carbonio dall’atmosfera tramite sink forestali, vengono riconosciuti come elementi fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto.
Questo metodo è stato riconosciuto come valido sia dall’UNFCCC (Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) che dal Protocollo di Kyoto, sulla base delle indicazioni della IPCC, Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC-GPG-LULUCF 2003).
Ogni albero piantato permette l’abbattimento di una quantità stimata in circa 700 Kg di CO2 nel corso del suo intero ciclo di vita.
Gli interventi di forestazione realizzati da Parchi Per Kyoto saranno certificati da un Ente terzo, mentre alla piantumazione di ciascun albero o area boscata verrà associato un codice specifico per garantire la tracciabilità dell’iniziativa in ogni momento.
I crediti di carbonio ottenuti con gli interventi di forestazione saranno inseriti in un registro, in modo da poter mostrare concretamente all’utente, in tutte le fasi del programma, quali siano gli alberi associati alle sue emissioni evitate.
La forestazione avverrà attraverso la piantumazione di specie autoctone in quattro tipologie di aree:
- Parchi nazionali e regionali e riserve naturali
- Parchi e aree urbani
- Parchi internazionali facenti parte del network Federparchi e localizzati nei Paesi in via di sviluppo
- Riserve e oasi gestite da associazioni
I fondi raccolti da Parchi per Kyoto saranno gestiti con la massima trasparenza durante tutto il progetto. Per ogni 20 euro raccolti sarà piantato un albero in una delle aree individuate, che avranno una superficie minima di 5 ettari.
Per contribuire alla campagna sono previste diverse modalità di raccolta fondi dedicate tanto ai singoli cittadini, quanto alle aziende e agli enti pubblici, che potranno avviare specifiche iniziative per sensibilizzare e coinvolgere i propri clienti/utenti.
Il progetto Parchi per Kyoto ha ottenuto il patrocinio e il sostegno da parte del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare. (fonte: www.parchiperkyoto.it)

A livello internazionale, la FEDERPARCHI ha deciso di dare sostegno, a parchi del Sud del Mondo. Il parco di SI-A-PAZ, nella Reserva della Biosfera del Sureste del Nicaragua, è uno dei quattro parchi scelti dalla Federazione, dove RE.TE. da anni lavora per la salvaguardia della foresta tropicale e per lo sviluppo di economie sostenibili con le popolazioni locali.

domenica 12 ottobre 2008

NICARAGUA SAN MIGUELITO


Si concluderanno a fine dicembre i "Talleres de diagnóstico rural participativo en Nicaragua".
RE.TE. e Global Humanitaria hanno firmato un accordo per la messa in opera di un'iniziativa nel Rio San Juan, che consiste nella realizzazione di una serie di seminari ed incontri con 16 comunità rurali a San Miguelito, per rafforzare la partecipazione nelle comunità stesse. Attraverso un diagnostico rurale partecipativo si raccoglieranno tutte le informazioni necessarie di natura socio-economica per conoscere i problemi di cui le comunità soffrono.
I beneficiari diretti di questo intervento sono più di 4 mila abitanti della zona.
La Legge nicaraguense di Partecipazione Cittadina guida le municipalità nella realizzazione annuale di processi di micro-pianificazione partecipativa nelle comunità ma, frequentemente, questo strumento è ad esclusivo beneficio dei governi locali e non della popolazione più svantaggiata. Questo porta ad un impoverimento delle condizioni sociali e di sviluppo, determinando situazioni di forte disuguaglianza e di esclusione.
Il Diagnostico Rurale Partecipativo permetterà di analizzare le diverse situazioni in cui si trovano le comunità ed investigare tutte le opportunità per migliorarle, partendo proprio dai beneficiari stessi dell’intervento, i quali saranno, non più oggetto di analisi e studio o fonte di informazione, ma soggetto del processo di sviluppo.

domenica 9 marzo 2008

OSPEDALE HEODRA A LEON


Il progetto "Potenziamento tecnico del servizio pubblico di laboratorio clinico e terapia riabilitativa del dipartimento di Leon", in Nicaragua, è giunto al suo ultimo anno di attività.
Molte azioni sono state fatte, tra cui rinnovare la tecnologia medico/sanitaria attrezzando in modo adeguato i laboratori di analisi cliniche ed il reparto di terapia riabilitativa, il miglioramento infrastrutturale e impiantistico dei centri di salute e la formazione del personale tecnico, medico, sanitario.
In Italia ed in Nicaragua molte sono state le persone coinvolte per la buona riuscita del progetto, tra cui ringraziamo TONINO, MAURO, ROBERTO, BARBARA, FERNANDA, RAMON, ... Il progetto si concluderà alla fine del 2008.

sabato 8 marzo 2008

Ente Parchi e Riserve Naturali del Lago Maggiore

CAMPAGNA "COMPRIAMO LA FORESTA"




Il 7 giugno 2006 il governo nicaraguense ha approvato la legge di “Veda Forestal” che prevede 10 anni di galera per chi commercializza legname prezioso di cedro (Cedrela odorata), pochote (Bombacopsis quinata), pino (Pinaceae), mangrovie (Rhizophoraceae) e ceibo (Erythrina crista-galli. Nonostante ciò, ogni anno in Nicaragua vengono tagliati illegalmente circa 70 mila ettari di boschi. A questo ritmo, in 40 anni il Nicaragua si trasformerà in un deserto. Il problema é così grave che il presidente Daniel Ortega ha dichiarato guerra ai trafficanti che operano illegalmente nell’area protetta di Bosawa e nella riserva biologica Indio Maíz per contrabbandare legname, animali e altre preziose materie prime in Honduras e Costa Rica.
L’Ente Parchi del Lago Maggiore sostiene la Campagna Internazionale di RE.TE. e della Fundacion del Rio “Compriamo la Foresta” - Azione Mancarroncito, grazie all’acquisto di terreni forestali nell’Arcipelago di Solentiname (Nicaragua), al fine di garantirne la conservazione e la gestione eco-compatibile da parte delle popolazioni locali.